Esplorando la Valtramontina, Palcoda, Tamar e una cascata segreta - hikingarch

Esplorando la Valtramontina, Palcoda, Tamar e una cascata segreta

Ieri ho partecipato all’escursione organizzata da Decathlon di Fiume Veneto in occasione dei Trekdays. Con una guida del CAI di San Vito al Tagliamento ho scoperto la Valtramontina ed i paesi ormai abbandonati di Palcoda e Tamar. Ho assaggiato il formaggio fatto a mano in un villaggio ormai deserto, ho raggiunto – faticosamente – una cascata segreta, ho ascoltato le storie della vita in montagna, ho letteralmente scavalcato un serpente e sono tornata a casa esausta e felice. Potevo chiedere di più ad una domenica di giugno?

Esplorando la Valtramontina, Palcoda, Tamar e una cascata segreta

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Ore 7. Suona la sveglia. Fuori pioviggina ed i nuvoloni neri non promettono bene. Non fa niente, aggiungo il K-Way allo zaino e vado lo stesso. Mi aspetta una giornata intensa, un viaggio nel tempo alla scoperta della Valtramontina, un piccolo mondo misterioso nascosto tra le Prealpi Carniche. La guida ci ha raccontato che questa valle era più popolata della zona di Pordenone, in quanto la produzione di latte e formaggi era un business che permetteva uno stile di vita a volte anche più agiato di quello cittadino. Ormai i villaggi nascosti tra i boschi friulani sono deserti, le “strade” dell’epoca sono sentieri selvaggi e le tradizioni si stanno perdendo. Riuscire ad immaginare che soli 70 anni fa si potesse vivere in luoghi così remoti è difficile e solo parlando con le persone del luogo si comprende fino in fondo lo spirito di queste montagne.

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L’escursione da Tramonti di Sotto a Palcoda e Tamar lungo il sentiero CAI 831a

L’escursione che Decathlon ci ha proposto per i Trekdays è bellissima ma abbastanza impegnativa, per questo conviene partire preparati, con tanta acqua, cibo nello zaino e nelle giornate più calde anche un po’ di sali minerali. Si parte dalla piazza principale di Tramonti di Sotto, dirigendosi verso la località Comesta, dove inizia il sentiero CAI 831a, che permette di salire nel bosco fino a 600 metri s. l. m., presso il passo dove nella roccia si distingue chiaramente il profilo di un leone.

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Il leone nella roccia

Da questo punto si continua diritto, sul sentiero che raggiunge Palcoda di Sotto seguendo il percorso del Torrente Chiarzò. Proseguendo sullo stesso sentiero senza la possibilità di sbagliare dopo pochi chilometri si arriva a Palcoda, con la sua chiesetta ed il bivacco, di nuova costruzione. Da qui si può scegliere di tornare indietro per lo stesso sentiero e una volta raggiunto il passo svoltare a sinistra verso Tamar, ma noi abbiamo proseguito per la Cascata del Velo. Questa deviazione è possibile seguendo i segni rossi tra i ruderi delle case del paese (è qui che ho avuto il mio incontro con il serpentello). Vi consiglio di portare una mappa, un gps o una guida, perchè trovare i segni non è facilissimo, dato che il sentiero passa in un bosco molto fitto.

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la cascata del velo

Dopo questa prima deviazione si ritorna a Palcoda di Sotto, dove una cartello indica la seconda deviazione, che permette di raggiungere una seconda cascata, più grande e suggestiva. Questo tratto è il più impegnativo di tutta l’escursione, i segni sono pochi, il sentiero è molto stretto e la vegetazione è davvero fitta. Seguite il cartello che indica Pisulat, risalite il letto del torrente ed una bellissima cascata vi ripagherà della fatica. Una volta rifocillati e rinfrescati si torna indietro sul greto del fiume, fino a che non si intercetta sulla sinistra il sentiero Tamar, che dopo un tratto in salita vi condurrà al secondo paese abbandonato, anche questo con un bivacco molto ben attrezzato.

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La seconda cascata

Immaginare come fosse la vita in questi villaggi è affascinante. La guida ci ha raccontato che i bambini percorrevano più di quattro chilometri da soli nel bosco per raggiungere la scuola più vicina, che le donne incinte venivano portate a Tramonti su lettighe trasportate dai giovani del paese, che il tempo si trascorreva facendo manutenzione alle mulattiere e che il postino raggiungeva queste case nel bosco una volta a settimana.

L’ultimo tratto della nostra escursione in Valtramontina è stato piacevole ed in discesa. Il sentiero è molto comodo e raggiunge la strada asfaltata dalla quale siamo partiti, per poi tornare a Tramonti di Sotto.

Partecipare a questa iniziativa con i ragazzi di Decathlon è stato molto interessante, ho conosciuto appassionati di trekking di Fiume Veneto, Sacile e Portogruaro ed ho trascorso una giornata bellissima in Valtramontina, all’insegna dello sport e dell’amore per la montagna! L’anno prossimo non fatevi scappare quest’evento.

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Difficoltà: media – difficile

Lunghezza complessiva: più di 10 chilometri

Durata complessiva: 8 ore compreso il pranzo

Link Wikiloc: http://it.wikiloc.com/wikiloc/spatialArtifacts.do?event=setCurrentSpatialArtifact&id=13817284

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Cose che avrei voluto sapere prima dell’escursione da Tramonti di Sotto a Palcoda e Tamar in Valtramontina:

  • tutto il tracciato dell’escursione è vicino a corsi d’acqua. questo vuol dire tanta umidità e tanto sudore. Se fate l’escursione in estate vi consiglio di portare una maglietta di ricambio e qualcosa che vi faccia reintegrare i sali minerali, io non avevo frutta, cioccolata o integratori e ad un certo punto avevo le gambe che tremavano.
  • il sentiero più volte attraversa il fiume, indossate scarpe impermeabili altrimenti sarete costretti a fare quasi tutta la passeggiata con i piedi bagnati.
  • nella Valtramontina ci sono molte zecche, ho utilizzato uno spray apposito e quando mi sono esaminata non ne ho trovate. Non sottovalutate questo aspetto perchè i parassiti dei cervi trasmettono malattie molto pericolose.
  • alcuni tratti del sentiero sono abbastanza impegnativi, se portate i bambini vi consiglio di evitare le due deviazioni dal tracciato CAI 831 a.

Partenza sentiero:

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